Crisi del distacco: trauma infantile o genitoriale?

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Crisi del distacco: trauma infantile o genitoriale?

Nel precedente articolo abbiamo già parlato del ritorno al lavoro fornendo consigli utili su come sopravvivere al distacco. Approfondiamo il tema cercando di capire se il trauma del distacco è dovuto più dai capricci del bimbo o dalle ansie della mamma.

I bambini, nei loro primi mesi di vita, sono abituati ad avere una sola figura di riferimento, generalmente la mamma (dato l’attaccamento psico-fisico conseguenza del parto e dell’allattamento). Ma a volte potrebbe essere il padre o una figura terza sia parentale che non (a seconda dei casi strutturali della famiglia).

Crescendo, però, i bambini iniziano ad avere il bisogno di giocare e condividere con i propri “pari” (coetanei). Tale bisogno sarà colmato dalla frequenza di un luogo preparato, quale il nido o la scuola materna.

L’ingresso ad uno di questi servizi comporterà il distacco dalla figura di riferimento. Questa tappa sarà un momento difficile. Ma il trauma reale è vissuto dal figlio o sarà uno stato mentale del genitore rinviato poi al bambino?

Crisi del distacco: trauma infantile o genitoriale?
Incubi, quelli delle mamme, mentre i bambini magari fanno sogni d’oro! (http://www.vitadamamma.com)

Crisi del distacco: trauma infantile o genitoriale?

Il distacco dal figlio, per i genitori, soprattutto per la figura di riferimento, sarà più difficile in quanto un adulto razionalizza la situazione lasciando da parte l’istinto, al contrario dei piccoli.

Inoltre la positività di questo passaggio è nelle mani degli adulti. Infatti, se un genitore sarà in grado di trasmettere al figlio la dovuta sicurezza e tranquillità, quest’ultimo vivrà il distacco con serenità. E si lascerà coinvolgere e distrarre dal “gruppo dei pari”, dagli altri bimbi e dalle attività che gli verranno proposte in questo nuovo percorso di crescita.

Per questo motivo il personale qualificato delle strutture per l’infanzia, solitamente, propone al genitore una collaborazione atta a rendere il percorso di inserimento del bambino, sereno e costruttivo.

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È di fondamentale importanza che il genitore non trasmetta al figlio ansie e paure. I bambini sono esseri umani e quindi esseri socievoli e portati ad affrontare ogni cambiamento. Inoltre, non essendo ancora esseri completamente razionali ma istintivi, i bambini, a differenza degli adulti, hanno una maggiore capacità di adattamento.

Se essa sarà sviluppata positivamente, cresceranno apprendendo la resilienza (capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà). Divenendo in grado di improntare un percorso di crescita e di vita positivo. In grado di affrontare ogni ostacolo che la vita gli pone davanti.

Deborah Farinon
Dottoressa in Scienze dell’Educazione

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