Genitore-amico? No grazie! Ai figli servono punti di riferimento e regole

Ruoli inesistenti, punti di riferimento che vacillano e certezze ormai insicure. Questo è il quadro generale che si sta creando in molti ambiti familiari, soprattutto nella relazione genitori e figli. Genitore-amico? No grazie! Ai figli servono punti di riferimento e regole.

Una generazione alla deriva: i mutamenti socio-familiari

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Adolescenti alla deriva senza un punto di riferimento (foto by Unsplash)

Quando si parla delle nuove generazioni, osservandole da un punto di vista socio-familiare, emergono delle notevoli vulnerabilità. Queste “debolezze” e questa confusione in cui vivono i nostri adolescenti derivano dalle situazioni familiari in cui crescono. Negli ultimi decenni il concetto di famiglia è assai mutato rispetto al passato, nel bene e nel male. Partendo da un nucleo familiare particolarmente ridotto, a differenza di prima. Una famiglia di oggi è composta al massimo da 4 persone, questo nucleo ridotto, crea delle trame che influenzano ed hanno conseguenze negative sui membri. Uno dei problemi che emerge su tutti riguarda la fase del distacco.

Il distacco

La fase del distacco è sicuramente uno dei momenti più delicati della vita di un figlio, tanto quanto del genitore. Essa avviene con l’avvento dell’età adolescenziale del figlio, quando, quest’ultimo inizia ad allontanarsi dal contesto “famiglia” per andare alla ricerca della sua posizione all’interno del contesto “società”. In parole povere, la fase del distacco ha inizio nel momento in cui il figlio inizia a sperimentare le sue “prime volte” fuori dal nucleo familiare. Il ragazzo pian piano si inserisce in contesti sociali differenti e lontani dai genitori (amici, scuola, amori ecc…).

Questo è un percorso particolarmente importante per il futuro dell’adolescente. Durante la fase del distacco dunque, il ragazzo sperimenta le proprie capacità che gli permetteranno di divenire completamente autonomo. Questa fase, però, negli ultimi decenni ha subito un enorme crollo.

L’adolescente ed il genitore-amico

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Genitori che vogliono essere amici dei figli (foto by Unsplash)

Le problematiche sono sopraggiunte dal momento in cui il genitore, inserito in un nucleo famigliare ridotto, tende ad essere più un amico che una figura genitoriale. Il genitore-amico, dunque, lascia i panni che appartengono alla figura familiare per indossarne altri che confondono sia l’adulto che il giovane.

Il genitore-amico punta tutto sul figlio appesantendolo con dei compiti e delle responsabilità che invece non gli competono. Questo atteggiamento, porta il figlio ad assumere un ruolo errato, comportando delle serie problematiche alla fase del distacco. In questo modo anche lo sviluppo e l’accesso nella società del giovane viene compromesso. L’adolescenza, come sappiamo bene, è un momento di particolare confusione, dubbi e smarrimento. Se in questo momento, il genitore non assume il ruolo che per natura gli spetta, ossia essere una guida ed un solido punto di riferimento, il ragazzo si smarrisce. Perdere la via è assai facile, specie durante l’adolescenza. Per evitare che ciò avvenga, i genitori devono essere presenti, divenendo così un porto sicuro per il figlio.

Negli ultimi decenni invece il genitore preferisce trasformarsi in un amico, lasciando correre le cose, evitando i contrasti che per natura si vengono a creare. Questi contrasti, sono i conflitti che nascono quando il genitore mette delle regole, essi servono al giovane per comprendere la propria strada ed apprendere le strategie di resilienza. Senza dette strategie il giovane non saprà mai affrontare le problematiche andando alla deriva.

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