Il parto: cose pratiche da fare e da sapere, come vivere il dolore

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Il parto: cose pratiche da fare e da sapere, come vivere il dolore

Il parto è il momento più importante della vita di due genitori, quello in cui dopo 9 lunghi mesi di gravidanza si accoglierà tra le braccia il proprio bambino. Questo incontro può avvenire in modo naturale (parto spontaneo, o comunque indotto ma che si conclude con espulsione vaginale) oppure con taglio cesareo, che solitamente è riservato a specifiche condizioni come la posizione podalica del feto, problemi di salute della madre o altre situazioni particolari o di emergenza.

Il parto: cose pratiche da fare e da sapere, come vivere il dolore
Il parto è il momento più importante della vita di due genitori. (http://www.mamme24.it)

Il parto: le fasi del parto naturale.

Il processo che conduce all’incontro tra mamma e figlio si articola in diverse fasi:

  •  Fase prodromica, ossia quella di preparazione. La sua durata è molto variabile, da poche ore ad alcuni giorni. In alcuni casi non ci sono sintomi evidenti. Mentre in altri si verificano contrazioni preparatorie non molto dolorose che si ripetono a intervalli irregolari. È proprio durante questa fase che molte donne perdono il tappo mucoso.
  • Travaglio, cioè la fase di dilatazione del collo dell’utero in cui le contrazioni si fanno sempre più forti e si manifestano ad un intervallo di almeno 5 minuti tra loro. Questo è il momento giusto per recarsi al punto nascita prescelto, dove si verrà visitate e, a seconda della dilatazione (che dovrà arrivare a 10 cm nel momento dell’espulsione), si sarà spostate in sala parto o in camera. La durata di questa fase è molto diversa da parto a parto. Può essere rapidissima o molto lunga. Durante la durata del travaglio l’ostetrica effettuerà spesso tracciati per monitorare il battito cardiaco fetale e la frequenza delle contrazioni.
  • Espulsione, che consiste nella fase in cui il bambino si trova nel canale del parto. La donna oltre alle contrazioni inizia ad avvertire una vera e propria pressione e l’impulso di spingere. Attraverso queste spinte il bambino uscirà finalmente dall’ambiente uterino.
  • Secondamento, ossia l’espulsione della placenta, che dura in media una ventina di minuti. Nel frattempo il bambino viene pulito, il cordone ombelicale è stato tagliato e il piccolo è stato messo a contatto con la mamma. Se si è verificata una lacerazione, si dovrà poi effettuare una sutura. Una volta terminate queste operazioni se mamma e bambino stanno bene vengono lasciati insieme per un paio d’ore per incentivare il contatto e l’allattamento al seno. Dopodiché il piccolo sarà portato a effettuare i controlli di routine e la madre potrà riposare. Se nella struttura si effettua il rooming-in il neonato verrà poi portato nella camera dalla sua mamma.

Come vivere il dolore?

Il dolore è una variabile molto soggettiva da donna a donna. C’è chi soffre molto sin dalle prime contrazioni e chiede subito l’epidurale e chi invece arriva alla fase espulsiva con dolori lievi. Il dolore varia molto anche da parto a parto, ma in generale viene ritenuto quello più forte che si possa provare. Nel caso in cui ci si voglia avvalere dell’analgesia epidurale, occorre informarsi anticipatamente presso il punto nascita prescelto perché non tutti ne dispongono.

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È bene sapere, però, che esistono altri stratagemmi naturali e privi di effetti collaterali per rendere più sopportabile il dolore. Uno dei più efficaci è indubbiamente il calore. Quindi, se si ha la possibilità, è consigliabile fare un bel bagno caldo, che aiuta a distendere i muscoli e rilassarsi. Molto indicata è anche l‘aromaterapia. Si possono utilizzare oli essenziali come lavanda, camomilla e salvia, mentre in caso di nausea può esser d’aiuto la menta piperita.

Gli oli possono essere usati per farsi fare massaggi, oppure si possono dissolvere con il vapore di un bagno caldo o respirarne poche gocce su un fazzoletto. Per aiutare il travaglio e provare sollievo è utile anche fare diversi tipi di movimenti come:

  •  oscillare i fianchi,
  • sedersi sulla palla,
  • mettersi a carponi.

Utilissimi anche i già citati massaggi, soprattutto nella zona lombare. Se la donna se la sente è inoltre consigliabile mangiare, perché sia lei che il bambino avranno bisogno di energia per affrontare la fatica del parto. Infine, ma di importanza fondamentale, l’appoggio dell’ostetrica e del proprio partner, che potranno dare sostegno e infondere sicurezza in un momento così delicato e al tempo stesso intenso.

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