Travasiamo? Ecco un’attività divertente e stimolante da fare con i nostri figli: i travasi

Tra le attività proposte ai bambini, per stimolare la loro crescita in modo costruttivo, ci sono i travasi: ecco cosa sono e come proporli al bambino

A casa, come nelle strutture per l’infanzia, vengono proposte delle attività con degli scopi ben precisi. Si tratta di giochi o situazioni divertenti attraverso le quali il bambino viene stimolato agevolando lo sviluppo psicofisico. Una di queste attività è il travaso: cos’è? A cosa serve?

Il travaso

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Il travaso (https://www.bionidofamiglia.com)

Tra le attività proposte dal metodo montessoriano c’è il travaso. Si tratta di un “gioco manuale” che può essere fatto dai bambini sin dal primo anno (più precisamente da quando iniziano a camminare). Questo gioco/attività consiste nel travasare da un contenitore all’altro materiale liquido o solido. Detto materiale può essere: della farina, pasta, acqua, sabbia ecc… ecc… Il passaggio da un contenitore all’altro, può essere effettuato tramite diversi accessori quali: cucchiai, mestoli, imbuti ecc.. ecc…

Lo scopo di questa attività è la stimolazione di alcuni movimenti coordinati e la responsabilizzazione del bambino nei confronti delle proprie azioni: non far cadere nulla altrimenti ci si sporca! Attraverso questo il travaso il bambino lavora verso il perfezionamento dei movimenti fini della mano, delle proprie capacità coordinative oculo-motoria e la capacità di autocontrollo.

Diversi tipi di travaso

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Il travaso liquido (https://www.bionidofamiglia.com/)

Il travaso. Quindi, è il trasportare da un contenitore all’altro determinati materiali. Questo comporta la disponibilità di due tipologie di travasi:

  • Travaso liquido: questa opzione, consiste nel trasportare un liquido, solitamente acqua da un contenitore ad un altro. Questo tipo di travaso avviene tramite un bicchiere, contenitore, mestolo, imbuto e molto altro si voglia utilizzare;
  • Travaso solido: in questo caso, invece si tratta di trasportare da un contenitore all’altro dei solidi. Solitamente, a tal proposito, vengono utilizzati diversi materiali di grandezze differenti a seconda dell’età di riferimento. Ovviamente quando si sta lavorando con bambini piccolissimi, si cerca di utilizzare del materiale che non possa mettere il bambino in pericolo alcuno. Via via crescendo il materiale può variare tranquillamente. Nel travaso solido, infatti, troviamo come oggetti utilizzati: tappi, tappi di sughero, pasta, riso, cereali o legumi secchi in genere, farine. Per il travaso possono essere impiegati utensili come: cucchiaio (grande e/o piccolo), di un mestolino o di pinze (potete utilizzare le pinze normalmente usate per girare gli alimenti quando cucinate).

I contenitori da impiegare per inserire i materiali possono essere piatti, ciotole, bicchieri, o brocche. Nel metodo originale, quello ideato da Maria Montessori, ogni accessorio deve essere frangibile. Quindi, come per il pranzo e per gli utensili, usiamo oggetti veri di coccio e vetro. In caso contrario, invece, possiamo utilizzare oggetti in plastica. Ma nel primo caso, il processo di responsabilizzazione è più concreto e diretto.

Proponiamo il gioco al bambino

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Il travaso solido (Il travaso liquido (https://www.bionidofamiglia.com/))

Il gioco/attività del travaso deve essere proposto al bambino con una metodologia ben definita. Innanzitutto, dovete preparare un vassoio con i contenitori dalle misure diverse. Mentre, in un altro vassoio dovete disporre tutti gli accessori a disposizione del bambino.

Nel momento in cui si passa alla fase vera e propria del travaso fate sedere il bambino correttamente disponendo davanti a lui tutto l’occorrente, mentre voi dovete sedervi al suo fianco. La vostra presenza accanto a lui ha il mero scopo di mostrare cosa bisogna fare. Dopodiché, il bambino deve lavorare autonomamente. Ciò vuol dire che non bisogna assolutamente sostituirsi a lui durante l’attività. Nel caso in cui il bambino abbia delle difficoltà, utilizzando contenitori diversi mostriamogli la corretta sequenza delle azioni lasciando che sia lui ad imitare le nostre mosse.

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