Pappe e svezzamento

Cosa acquistare per lo svezzamento del bambino?

I genitori alla prima esperienza iniziano a chiedersi, quando il loro piccolo ha già 3-4 mesi, cosa è necessario acquistare per lo svezzamento.

Si tratta di una domanda importante in quanto, mai come oggi, il marketing bombarda con messaggi che portano a comprare oggetti non effettivamente necessari.

Per evitare di spendere troppo – il primo anno di vita di un neonato può rivelarsi estremamente oneroso dal punto di vista economico – è fondamentale fermarsi un attimo e capire cosa è veramente utile e di cosa, invece, si può fare a meno.

Quando iniziare lo svezzamento?

Il bambino matura i requisiti per lo svezzamento – il termine scientifico è “alimentazione complementare” – quando sono presenti specifici criteri.

Il primo è la scomparsa del riflesso di estrusione della lingua, un movimento involontario della stessa avente uno scopo protettivo, ossia quello di impedire l’ingresso in bocca di tutto quello che non è latte.

Fondamentale, inoltre, è che il bambino mostri interesse verso il cibo. A tal proposito, si può iniziare a gettare le basi adeguate già dai primi mesi, portandolo con sé in cucina mentre ci si dedica alla preparazione dei cibi.

Attenzione: si tratta di parentesi che non dovrebbero durare troppo se si utilizza la sdraietta, accessorio senza dubbio comodo per i neo genitori ma anche rischioso in quanto il suo impiego aumenta le probabilità di plagiocefalia.

L’ideale sarebbe posizionare il piccolo su un tappetone gioco e in una zona sicura, dove è possibile tenerlo sotto controllo.

Tornando ai requisiti per l’inizio dell’alimentazione complementare, ricordiamo anche la capacità di rimanere seduto sul seggiolone con pochi ausili.

Da citare, infine, è la capacità di afferrare gli oggetti, i pezzi di cibo in questo caso, con il palmo della mano (nei mesi a venire, il bambino svilupperà la presa a pinza).

Quello che serve davvero per lo svezzamento

Il principale articolo da acquistare in vista dell’inizio dello svezzamento è senza dubbio il seggiolone.

In commercio, come ben si sa, ci sono numerosi modelli. Per scegliere quello giusto è necessario considerare queste caratteristiche:

  • Presenza, nella confezione, di una cintura robusta;
  • poggiapiedi regolabile;
  • Compattezza (essenziale è che sia facile da aprire).

Molto utile è anche la presenza di un vassoio regolabile, alleato prezioso nei pasti veloci. Per gli altri momenti a tavola, è consigliabile avvicinare il seggiolone al tavolo principale, aspetto fondamentale per permettere al bambino di vivere a pieno le occasioni di convivialità, il cui impatto sulla crescita va ben oltre il cibo.

Un altro acquisto necessario sono i piatti. Quelli in silicone alimentare rappresentano un ottimo compromesso tra qualità, spesa contenuta, resistenza e salubrità (non contengono interferenti endocrini).

Per quanto riguarda le posate, invece, particolarmente raccomandati sono i modelli pre spoon.

Si tratta di cucchiaini il cui design particolare non obbliga il bambino a ruotare il polso.

Il baby food è davvero necessario?

Negli ultimi anni, è partita quella che, a ragione, si può definire una vera e propria crociata contro il baby food.

Qual è la verità? Di certo c’è che i prodotti in questione sono estremamente sicuri e caratterizzati da formulazioni nutrizionali complete.

 Quando ci si chiede cosa sia meglio tra baby food e autosvezzamento – “alimentazione complementare a richiesta” in linguaggio medico -è sempre meglio fare riferimento al parere del pediatra.

Di certo c’è che, nel caso del baby food, si inquadra un’alternativa che ha dalla sua parte la comodità. Nell’ottica di un pasto completo quando si è fuori casa, gli omogeneizzati di carne per i neonati, spesso caratterizzati anche dalla presenza di verdure, rappresentano un’ottima opzione.

Se si opta per l’autosvezzamento o per l’approccio misto, è essenziale documentarsi il prima possibile sui tagli sicuri.

Un acquisto prezioso è quello di un corso dove professionisti esperti, nutrizionisti e pediatri innanzitutto, insegnano a gestirli. Fondamentale, inoltre, è la presenza di moduli dedicati alle manovre di disostruzione.

Articolo redatto in collaborazione con Dr.Max.

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