Sono gli ultimi giorni di vacanza e il rientro a lavoro inizia a farsi sentire. Ma c’è un evento che sarà, per alcuni, ancora più traumatico: il primo distacco dal proprio figlio. Primo giorno di Asilo nido o scuola materna? Aiuto come affrontare il periodo di inserimento inserimento?

Prima esperienza all’asilo nido o alla scuola materna: cos’è il periodo di inserimento?

periodo di inserimento
Il periodo di inserimento, un passaggio emotivamente complicato per grandi e piccini (foto by pixabay)

Come si potrebbe comprendere già dal nome, il periodi di inserimento è un momento assai delicato, che serve al bambino, ma soprattutto al genitore, per ambientarsi nella nuova situazione che si è venuta a presentare. Iniziare un nuovo percorso di vita, come la scuola, è per figlio e genitori abbastanza traumatico, ma c’è una soluzione a tutto!

Prima di capire come affrontare questo periodo con serenità, andiamo a vedere praticamente di cosa stiamo parlando. L’inserimento è il primo periodo in cui il bambino accede al servizio nido o scolastico. Nei primi giorni (il cui numero varia in base alla scelta del personale e al bisogno del bambino), bambino e genitori inizieranno ad approcciare gradualmente al nuovo percorso.

Per il bambino, il periodo di inserimento, servirà per conoscere i nuovi spazi, le nuove figure adulte a cui dovrà fare riferimento e i nuovi bambini con cui dovrà dividere lo spazio. Per il genitore, invece, è un momento per staccarsi dal bambino, imparare ad affidarlo ad terzi. Ovviamente stiamo parlando del bene più prezioso che un genitore possa avere, perciò occorrono dei giorni in cui la mamma o il papà restano per qualche ora nella struttura con il bambino. Conoscere meglio tutto il personale, aiuta nella relazione e scuola/famiglia, relazione fondamentale per la buona riuscita del percorso di crescita del bambino.

Inserimento visto dal bambino

I primi giorni di asilo nido o scuola materna (soprattutto se non ha fatto precedentemente il nido) sono per il bambino assai stressanti. Il piccolo si trova a vivere una situazione completamente nuova: un ambiente sconosciuto, circondato da adulti mai visti prima, con la presenza di altri bambini con cui dovrà imparare a convivere e condividere. Tutto questo, il bambino lo dovrà poi vivere lontano da mamma e papà.

L’inserimento, quindi, sarà un momento di “transizione” tra ciò che era la vita precedente e quella che verrà. Il distacco dal genitore, come già più volte ribadito, viene vissuto dai bambini in diversi modi. C’è chi tranquillamente si lascia coinvolgere dalla situazione (ma sicuramente piangerà più in la con i tempi!), chi invece vive il momento con terrore ed ansia.

Ogni bambino, quindi, dovrà avere il proprio tempo di inserimento che non può assolutamente essere uguale per tutti! Questa “selezione” se così vogliamo definirla, viene fatta dal personale (che, come teniamo sempre a sottolineare, deve essere qualificato e preparato) in base alle reazioni del piccolo.

E il genitore cosa deve fare e vivere questo momento?

Per il genitore, il periodo di inserimento, è sicuramente un momento assai più duro che per il bambino. Mentre i bambini, data la loro curiosità istintiva, sono più portati alla scoperta delle novità, il genitore è più restio, anche se ha bisogno del servizio. Quindi, per far vivere nel modo migliore questo momento al proprio figlio, occorre mantenere la calma e seguire i consigli del personale.

Le paure più grandi per un genitore sono:

  1. la sofferenza ed il malessere del proprio bambino
  2. la presa di coscienza dell’indipendenza del proprio bambino

Scommetto che in tanti leggendo il secondo punto abbiano detto subito: No! Non è vero! Ma nel loro inconscio sanno perfettamente quanto doloroso sia vedere il proprio figlio tranquillo anche senza di loro!

Anche se può causare dolore questo periodo di transizione, perché il bimbo piange, o perché preso dalla novità il piccolo non considera più mamma e papà quando si trova nella struttura, va vissuto con calma e pazienza per il bene del piccolo. La prima regola, infatti, è non mostrarsi ansiosi o nervosi davanti al bambino. I piccoli assorbono le nostre energie, comprendendo subito i nostri stati d’animo. Se il genitore si mostra ansioso e titubante, il piccolo farà lo stesso a proprio modo, rifiutando la nuova situazione.

Così facendo, l’adulto crea uno stato di stress eccessivo nel piccolo che vivrà questo momento con un alto livello di malessere, fino a concepire il trauma. Per evitare questo, quindi, occorre mantenere la calma, non cedere e portare a termine la missione! Cedendo alle richieste del piccolo, anche solo per un giorno, interrompendo l’inserimento si commette un grosso errore, lasciando che il piccolo prevalga sulla volontà dell’adulto, rischiando di perderne il controllo!


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