Comunemente chiamata influenza intestinale, la gastroenterite virale è un’infiammazione di origine virale che colpisce lo stomaco e l’intestino tenue. Diffusa in tutto il mondo, colpisce ogni anno tantissime persone di ogni età. Ma nei bambini di età inferiore ai 5 anni potrebbe avere conseguenze anche tragiche. I sintomi sono: diarrea acquosa, dolori addominali, vomito, spesso associati ad uno stato febbrile. Normalmente, nei casi meno gravi i sintomi tendono a risolversi nel giro di 2-3 giorni, mentre nei casi più gravi possono durare anche 10 giorni. I virus comunemente responsabili del disturbo sono: norovirus, rotavirus, adenovirus enterici e astrovirus. In genere non occorrono cure specifiche per trattare l’influenza intestinale, ma alcune accortezze per prevenire la disidratazione, ossia la complicanza principale della gastroenterite virale.

Influenza intestinale: fattori di rischio
I principali fattori di rischio del virus intestinale sono:
- I bambini al di sotto dei 5 anni di età e gli anziani, in particolar modo quelli che vivono nelle case di cura,
- Tutte le persone che presentano un sistema immunitario debole,
- Tutte le persone di ogni età che frequentano abitualmente ambienti comuni, quali: le scuole, gli ospedali, le caserme, ecc…
- La scarsa igiene personale.
La disidratazione è la conseguenza più comune e pericolosa dell’influenza intestinale
La perdita cospicua di liquidi e di sali minerali dovuta dalle numerose scariche di diarrea e dal vomito comporta al paziente uno stato di disidratazione, ossia la carenza patologica di acqua nell’organismo. Questo stato, se particolarmente grave e non trattato, può causare anche la morte del paziente. Per questo motivo è estremamente importante provvedere a ripristinare quanto perso con vomito e diarrea.
Influenza intestinale: cosa mangiare e cosa evitare
- E’ importante bere molto: acqua, tè e tisane, brodi, spremute e centrifugati. In caso di vomito la reidratazione orale potrebbe diventare problematica: in questo caso, la soluzione va proposta poco alla volta ma spesso, con un cucchiaino, e meglio se molto fredda, perché viene tollerata di più.
- Preferire i carboidrati complessi: patate, riso, pasta e pane,
- Si a pesce e carne bianca,
- Per ripristinare la flora batterica si consiglia il consumi di probiotici,
- Limitare il consumo di verdure, soprattutto quelle crude, fino a quando persiste la diarrea. Si possono consumare invece patate, carote e banane,
- Evitare alimenti difficili da digerire (piatti grassi, salati o troppo conditi),
- Evitare bevande contenenti caffeina ed alcolici.