Alcuni metodi educati attirano l’attenzione dei genitori che si pongono molte domande spesso con risposte contrastanti. Uno di questi metodo è il siediti e rifletti!

Siediti e rifletti! Alzi la mano chi non lo ha mai detto ai propri figli!

siediti e rifletti
Sedia della calma, siediti e rifletti (foto by pixabay)

Sono sicura che molti dei genitori che stanno leggendo questo articolo abbiamo, almeno una volta, detto al proprio figlio di sedersi a riflettere sul malfatto. Questo accade, soprattutto, quando il bambino commette degli errori o detiene un atteggiamento abbastanza grave e continuo. Si tratta di un modo per far riacquistare la calma al bambino attirando la sua attenzione.

Questo metodo è stato molto messo in discussione, poiché da un lato vi sono educatori e genitori che lo ritengono positivo, mentre per altri risulta una punizione troppo severa. Ma dove sta la ragione? come sempre nel mezzo.

Siediti e rifletti: in cosa consiste?

In alcuni casi, riportare la calma nel bambino ed attirare la sua attenzione potrebbe risultare complicato. Molti sono i metodi proposti dalla pedagogia, a partire dal metodo montessoriano con i baratto della calma.

Nel caso del siedi e rifletti, conosciuta anche come la sedia della calma, si tratta di prendere come riferimento una sedia, o una poltrona, e designarla a sedia per la calma. Ciò significa che, nei momento di crisi del bambino, questo verrà fatto sedere per qualche minuto a riflettere. Inizialmente, il bambino resterà da solo seduto sulla sedia, una volta ritrovata la calma, l’adulto dovrà avvicinarsi e parlare con il bimbo per comprendere se il motivo dello “stop” è stato acquisito e compreso. Una volta riportata la calma il bambino può tranquillamente tornare a giocare o a fare le attività che stava svolgendo, ma con un altro spirito.

Siediti e rifletti: pro e contro del metodo

Come per ogni cosa che riguarda, soprattutto, i più piccoli, anche il metodo del siediti e rifletti (o sedia della calma o della riflessione), esistono delle correnti di pensiero contrastanti. Alcuni “addetti ai lavori”, genitori in primis, ed anche educatori, sono propensi ad utilizzare questo metodo, poichè è un modo non invasivo di riportare l’attenzione e calma nel bambino. Altri, invece, ritengono tale metodo una punizione troppo severa in quanto lo riconducono all’ormai obsoleta “punizione” del “vai in ginocchio e faccia al muro”. Ovviamente, la sedia della calma non è proprio la stessa cosa, ma comunque ecco i pro ed i contro elencati dagli esperti.

  • Aspetti positivi: facendo allontanare il bambino dalla situazione di criticità e dall’influenza degli altri bambini, il bambino può ritrovare il proprio autocontrollo, ritrovando la calma; il bambino non subisce alcun tipo di abuso o violenza, nè psichica, nè tanto meno fisica.
  • Aspetti negativi: il bambino potrebbe percepire tale situazione, non come un’azione positiva, ma come punizione; se la situazione si prolunga nel tempo, l’azione educativa perde significato.

Come si evince da questi aspetti, questo metodo per ritrovare la calma deve essere applicato con cognizione di causa e non a caso. Prima di intervenire in questo modo occorre saper osservare il comportamento e le motivazioni che portano il bambino a raggiungere i livelli di rabbia che esprime.


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