Torna la “mania” dell’eroina: preoccupanti i dati che riguardano i nostri giovani. Negli ultimi anni, infatti, nelle scuole è aumentata la circolazione di droghe tra gli studenti, soprattutto di eroina. Questo dato preoccupante ha portato i dirigenti scolastici a prendere decisioni drastiche.

Dati preoccupanti

eroina: preoccupanti i dati che riguardano i nostri giovani
eroina: preoccupanti i dati (https://static.bimbisaniebelli.it)

Le nuove generazioni sviluppano prima tutti i difetti delle generazioni precedenti! La generazione dei “2000”, infatti inizia ad avvicinarsi all’alcool, alle droghe ed al “sesso malato” precocemente. Già a partire dai 12/13 anni, alcuni ragazzi sono parte di gruppi devianti. Tra gli adolescenti, inoltre, sta tornando in voga una delle droghe più pericolose: l’eroina. Da recenti ricerche statistiche è emerso un dato assai preoccupante. Il consumo dell’eroina tra gli adolescenti, nell’ultimo anno, ha avuto un aumento sostanzioso. Addirittura rispetto al 2014 si è raddoppiato. Le percentuali che preoccupano maggiormente riguardano le modalità di assunzione. Le sostanze ad uso iniettivo, oltre ad essere pericolose, creano una relazione sostanza/dipendente più viscerale. Il ritorno della “siringa” tra gli adolescenti è un fenomeno deleterio. In particolar modo, a fare uso di eroina attraverso la “siringa” sono ragazzi, maschi di 15 anni.

Eroina come collante delle fratture emotive

eroina: preoccupanti i dati che riguardano i nostri giovani
eroina: preoccupanti i dati che riguardano i nostri giovani (http://static.dagospia.com)

Nonostante tutte le campagne anti-droga, le innumerevoli campagne informative, e le leggi sempre più severe, in Italia è aumentato considerevolmente il numero di giovani abusanti. Perché un giovane adolescente dovrebbe rifugiarsi dietro all’abuso di sostanze stupefacenti? Queste sostanze, in primis l’eroina, è una scappatoia, un “collante” per quelle “fratture emotive” create da traumi relazionali, soprattutto con la figura materna. Nella maggior parte dei casi il tossicodipendente, intraprende questa strada poiché carente di un percorso emotivo stabile. Spesso si vedono ragazzi che hanno tutto, buttar via la loro vita, perché non hanno la cosa più importante: l’affetto e la considerazione genitoriale. Il primo approccio relazionale e affettivo di una persona inizia con la mamma.

[mom]

L’attaccamento materno è una base da cui poi prenderà vita l’intera evoluzione psico-sociale della persona. Una relazione genitoriale violenta, assente o morbosa potrebbe incrinare la sfera emotiva della persona. Queste “ferite” spesso sono curate attraverso uno stile di vita eccessivo, deviante o abusante. Gli adolescenti di oggi vivono in un ambiente sterile. Emozioni e affetti sono sottintesi. I genitori non sono più presenti come in passato e per “discolparsi”, lasciano che i figli vivano una vita sregolata. Le regole, infatti, non sono più dettate all’interno del nucleo familiare. Gli adulti, con la loro assenza, lasciano un vuoto nell’aspetto emotivo dei propri figli.

Puntare sui giovani fa guadagnare di più!

eroina: preoccupanti i dati che riguardano i nostri giovani
Aumenta lo spaccio di droga nelle scuole (http://www.lasicilia.it)

C’è un altro dato inquietante in tutta questa storia: l’aspetto economico, che ritiene i giovanissimi degli acquirenti ottimali. Coloro che gestiscono il mercato della droga, sanno bene come far girare i soldi. Proporre l’eroina a soggetti dai 25 ai 30 anni non è molto proficuo, a meno che non si tratti già di tossicodipendenti. Rivolgere il mercato verso i giovanissimi (dai 14 ai 20 anni) è sicuramente più vantaggioso. Gli adolescenti sono molto più vulnerabili e soggetti alle “tendenze del momento”.  Passare dall’uso di hashish, alla cocaina e poi all’eroina è facilissimo e chi spaccia tali sostanze sa bene come abbindolare i giovani.


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Deborah Farinon
In volo sulle ali della mia fantasia! Così mi descrivo sin da quando sono una bambina, perché così è come mi sento: sono curiosa e adoro farmi stupire continuamente da ciò che mi circonda, amo la natura, le sfide, la creatività. Tutto questo mi ha permesso di diventare la persona che oggi sono e fare il lavoro dei miei sogni: l’educatrice! Non si deve mai aver paura di mettersi in gioco!!!