diastasi addominale
Diastasi addominale (pixabay.com)

Diastasi addominale in gravidanza, scopri le cause e i sintomi

La diastasi addominale è la separazione dei due retti addominali, i muscoli principali della parete addominale anteriore. Si tratta di un disturbo diffuso specialmente fra le donne che hanno partorito, ma ancora poco conosciuto. Vediamo di cosa si tratta, quali sono le cause principali e i sintomi.

Diastasi addominale in gravidanza

Normalmente, la parte destra e la parte sinistra del muscolo retto sono affiancate, tanto da apparire quasi congiunte a livello della linea alba. In caso di diastasi addominale, invece, si allontanano eccessivamente l’una dall’altra, formando una sorta di avvallamento lungo la zona centrale dell’addome. Solo durante una gravidanza la diastasi è fisiologica e anche necessaria per permettere la crescita del feto. Infatti, a causa della pressione esercitata dall’utero sempre più grosso e dei cambiamenti ormonali tipici, le due parti del retto si separano, allontanandosi dalla linea alba che si dilata e si sfilaccia.

Si forma così un buco, più o meno esteso a seconda dei casi. Dopo il parto, però, la situazione dovrebbe tornare pian piano alla normalità. Nel giro di qualche mese, un anno al massimo, i tessuti tendono a recuperare la loro elasticità e densità. Di conseguenza, la profondità e la dimensione del buco diminuisce. Quando questo non succede e il retto di destra e quello di sinistra mantengono una distanza di almeno due centimetri si parla appunto di diastasi addominale. E si tratta di una situazione molto più comune di quanto si pensi.

Quali sono le cause principali ed i sintomi?

Le cause

Nella maggior parte dei casi, la diastasi addominale è la causa di una o più gravidanze. Tuttavia, non si sa con certezza perché in alcune donne le due parti del muscolo retto non ritornino alla loro posizione originale dopo i nove mesi. Probabilmente esiste una certa predisposizione. Anche un’eccessiva tonicità o, al contrario, un’eccessiva lassità dei muscoli addominali contribuisce al problema.

Altri fattori di rischio sono: gravidanza gemellare, feto con un peso elevato, altre gravidanze precedenti, età materna superiore ai 35 anni. Inoltre, la diastasi addominale può comparire in seguito ad un intervento chirurgico che ha comportato l’incisione del retto, nei soggetti obesi, negli individui affetti da tosse cronica o da malattie che provocano vomito intenso.

I sintomi

Non sempre la diastasi è dolorosa. In alcuni casi costituisce più che altro un problema di natura estetica: se la linea alba cede e le due parti del retto si allontanano, la parete addominale non è più in grado di contenere con efficacia gli organi della cavità addominale. Di conseguenza essi tendono a fuoriuscire, distendendo l’addome. Così la pancia appare prominente e gonfia.

Inoltre, un altro caratteristico segno della diastasi è una sorta di cresta che si forma in corrispondenza della linea alba, specialmente con la tensione dei muscoli dell’addome. Questo disturbo a volte può essere altamente invalidante dal punto di vista psicologico e fisico. Talvolta, la pancia è così evidente da far sembrare la donna nuovamente incinta. Creando così notevole imbarazzo, se non un vero e proprio rifiuto del proprio corpo.

In alcuni casi possono comparire dolori alla schiena perché la colonna è sottoposta ad un lavoro maggiore. Infine, la donna può andare incontro a: difficoltà digestive, gonfiore addominale, difficoltà respiratoria, nausea, dolori alle anche e al bacino, senso di pesantezza a livello del pavimento pelvico.



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