La crescita di un bambino è caratterizzata da fasi: sostanzialmente si tratta di step che il piccolo deve affrontare per poter conseguire positivamente il proprio percorso di crescita e sviluppo. Tra di essi ci sono elementi che riguardano la relazione genitore-figlio nel bene e nel male. Sindrome dell’abbandono: cos’è e cosa comporta nel futuro del bambino?

Cos’è la sindrome dell’abbandono?

Sindrome dell'abbandono
Sindrome dell’abbandono (foto by Pixabay)

Durante un momento di questo cammino il bambino subisce un processo intrusivo transizionale. Ciò significa che in un determinato periodo di vita del piccolo vi è un passaggio dalla dipendenza biologica a quella affettiva. Il figlio diviene totalmente dipendente dal genitore per poter sopravvivere. Questa dipendenza, che se non viene superata o canalizzata nel modo più corretto, potrebbe trasformarsi in un meccanismo invalidante in età adulta. Il non superamento di tale stato col tempo potrebbe intaccare, dunque, la crescita dell’autostima o della personalità.

Perché avviene un trauma d’abbandono?

Con Sindrome dell’abbandono si intendono quei meccanismi messi in atto a seguito di un preciso momento. Un trauma d’abbandono che scaturisca l’intero sistema che porta alla sindrome può avvenire in modi differenti. Le motivazioni più frequenti alla base di tale disturbo sono:

  • Separazione dei genitori
  • Morte improvvisa di un parente (genitore o figura legata direttamente al bambino)
  • Trasferimento
  • Distacco dal ciuccio in modo costrittivo
  • Scomparsa inattesa ed improvvisa dell’oggetto transizionale di riferimento che funge da sostituto

Cosa deve fare un genitore in questi casi?

Le fasi di crescita e sviluppo di un bambino, solitamente, avvengono in modo del tutto naturale e spontaneo. Ogni bambino affronta le proprie difficoltà ed i propri ostacoli con i suoi tempi, ma nei casi normali, essi vengono superati in modo ottimale. Ma, onvece, nel caso in cui si incorra in una situazione critica come la sindrome d’abbandono, il genitore come deve comportarsi?

La prima regola fondamentale in questi casi, è non rimproverare il bambino nel caso in cui inizi a parlare di argomenti quali:

  • Morte
  • Rapimento
  • Altri concetti legati a distacchi “violenti”

Inoltre, è di particolare importanza rendere il bambino partecipe e cosciente del proprio vissuto e delle proprie radici. Ad esempio: mostrare foto di parenti ed amici, mostrando le immagini di come nel tempo le stesse persone siano cambiate. In questo modo il piccolo apprende i meccanismi di modifica che caratterizzano la vita di ognuno di noi.

Altro dettaglio importante è la responsabilizzazione. Difatti, responsabilizzare il bambino lo rende soggetto attivo nella vita di tutti i giorni e nel nucleo familiare. In questo modo il piccolo si sentirà importante ed all’altezza degli altri componenti. Per far si che questo avvenga, basterà coinvolgerlo nelle semplici attività di casa, dalle pulizie, all’andare a fare la spesa come ad altre attività domestiche.


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