Le fiabe sono delle storie che terminano con una morale. Tra le fiabe più belle sicuramente ci sono quelle di Esopo. Impariamo dalla gentilezza della primavera: racconti mai le fiabe di Esopo a tuo figlio?

Educare con le fiabe

fiabe di Esopo
Educare con le fiabe (foto by Unsplash)

In un passato non troppo lontano il genitore era solito raccontare delle fiabe, magari la sera prima di andare a dormire. Queste storie erano solitamente accompagnate da un insegnamento di vita, la morale. I bambini assimilavano con maggiore facilità la morale dato l’accostamento con le vicende narrate. Oggi questa usanza assai educativa, non è più una consuetudine. Il genitore è sempre più impegnato, i bambini vengono lasciati ore davanti alla televisione e le morali non vengono più trasmesse. Il termine di tale abitudine, come è possibile notare dagli eventi di cronaca giornalieri, sta mutando anche la società. Secondo voi questa affermazione può sembrare esagerata? Eppure, sono tanti che non sanno che criticare ciò che non si può avere non è giustificabile, nè che per ottenere qualcosa occorre lavorare, altrimenti si muore di fame come la cicala!

Data tale riflessione ho deciso di proporre una delle fiabe di Esopo, a mio parere particolarmente attinente ai fatti che stanno accadendo negli ultimi anni. La violenza tra adulti, l’intolleranza, così come anche il bullismo e l’ormai deceduto rispetto per le figure educative (genitori, educatori ed insegnanti) sono segni visibili di smarrimento. Questa è, in parte, anche la conseguenza di una mancata trasmissione di valori!

L’inverno e la Primavera

La gentilezza e la bontà rende grandi (foto by Unsplash)

Un giorno Inverno si trovò difronte a Primavera. Inverno, con la sua aria da sapiente prese a schernire Primavera dicendole: “Mia cara amica, tu non sai essere decisa e determinata. Quando giunge il tuo periodo annuale, le persone e gli animali ne approfittano per precipitarsi fuori dalle loro case o dalle loro tane. Si riversano in quei prati che tu, con tanta premura, hai provveduto a far fiorire. Essi strappano i giovani arbusti, calpestano senza pietà l’erba e assorbono ogni sorso di quel sole splendente che, col tuo arrivo diventa più caldo. I tuoi frutti vengono ignobilmente raccolti e divorati e infine, con il baccano e la cagnara che tutti fanno, non ti permettono neppure di riposare in pace. Invece io incuto timore e rispetto con le mie nebbie, il freddo e il gelo. La gente si rintana in casa e non esce quasi mai per paura del brutto tempo e così mi lascia riposare tranquillo”.

Primavera che era sempre dolce e bella, colpita da quelle parole, si rivolge ad Inverno dicendo: “Il mio arrivo è desiderato da tutti e le persone mi amano. Tu non puoi nemmeno immaginare cosa significhi essere tanto apprezzati. E’ una sensazione bellissima che non potrai mai provare, perché con il freddo che porti al tuo arrivo anche i cuori più caldi si raggelano”. Le parole di Primavera colpirono Inverno che non seppe più cosa dire e si soffermò a riflettere. Forse, essere ammirati ed amati dagli altri, poteva essere una bella sensazione.

Morale: Se nella vita si vuole ottenere rispetto ed amore non serve a nulla ricorrere alla forza ed alla violenza; incutere paura non porta da nessuna parte, per ottenere i risultati miglio occorre porsi con bontà e sensibilità!


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