Sordità infantile: quali sono i supporti per migliorare la vita dei bambini affetti di sordità?

Ci sono bambini che nascono con dei disturbi che compromettono il senso dell’udito. Che cos’è la sordità infantile e quali sono i supporti per migliorare la vita dei bambini affetti di sordità?

Sordità infantile

Sordità infantile
Sordità infantile (http://www.maoduoer.com)

La sordità infantile, profonda o precoce, rappresenta uno dei motivi di maggior preoccupazione per i genitori e tutte le persone direttamente coinvolte. Per quanto riguardala sordità infantile si conta una proporzione con un’incidenza pari a un bambino ogni 4000 nati. La mancata percezione dei suoni incide nell’acquisizione delle competenze linguistiche e cognitive da parte del bambino, nella sua capacità di apprendimento. Questo ostacolo alla crescita e sviluppo coinvolge anche la piena integrazione sociale nel percorso di crescita del bambino.

Apparecchi acustici ed impianti cocleari: come si può intervenire?

Già dai primi mesi di vita del bambino è possibile fare dei test e delle ricerche riguardo lo sviluppo dell’udito. È possibile fare uno screening dell’udito entro il primo mese di vita, una valutazione audiologica entro tre mesi. Ma è sempre importante prestare attenzione ad eventuali risposte inattese del neonato di fronte a comuni stimoli uditivi. Queste azioni costituiscono la base per ottenere una diagnosi precoce della perdita di udito nei bambini ed avviare terapia di qualità.

Attraverso queste precauzioni si possono scoprire e prevenire l’insorgenza di disturbi dati dalla sordità. Nel caso in cui occorre ricorrere a dei supporti per migliorare l’udito, è possibile applicare apparecchi acustici o ad impianti cocleari. Queste sono due soluzioni molto diverse tra loro, anche se entrambe orientate a compensare la perdita dell’udito. Questi strumenti, infatti, hanno come scopo ultimo il recupero della capacità uditiva necessaria alla formazione di capacità linguistiche e conoscitive.


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Deborah Farinon
In volo sulle ali della mia fantasia! Così mi descrivo sin da quando sono una bambina, perché così è come mi sento: sono curiosa e adoro farmi stupire continuamente da ciò che mi circonda, amo la natura, le sfide, la creatività. Tutto questo mi ha permesso di diventare la persona che oggi sono e fare il lavoro dei miei sogni: l’educatrice! Non si deve mai aver paura di mettersi in gioco!!!

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