Disciplina, socializzazione, rispetto ed amore per la natura: ecco perché praticare il trial sin da piccoli!

Il trial è una disciplina che a primo impatto potrebbe destare paure ed incognite, soprattutto quando si tratta di bambini. Ma dietro alle spericolate acrobazie c’è molto di più, come ci spiegano i ragazzi della Trial Academy Centre.

Cos’è il trial?

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Primi approcci al trial (foto by Trial Accademy Center)

Il trial è una disciplina motoristica esilarante, essa offre a chi guarda uno spettacolo che implica acrobazie, salti, prove di equilibrio ed il continuo sfidare la forza di gravità. Esso si distingue dalle altre discipline motociclistiche per via dei mezzi con cui si svolge.

Infatti, vengono utilizzate moto diverse da quelle più comuni. Si tratta di un modello di motociclo senza sella e per questo motivo lo si guida stando in piedi. Già partendo da questa ottica si comprende l’importanza di iniziare tale disciplina sin da piccoli.

Perché approcciarsi a questa disciplina sin da piccoli?

Ascoltando gli esperti e gli addetti ai lavori, all’interno della scuola di trial, sono tornati ridondanti alcuni punti focali su cui poggia tale disciplina. Questi concetti riguardano: la disciplina, la socializzazione, il rispetto e la vita nella natura.

Si tratta, quindi, di uno sport adatto ai bambini, poiché va a stimolare lo sviluppo del piccolo sotto diversi aspetti: partendo dalla coordinazione motoria, arrivando alla socializzazione ed al rispetto. Il trial, difatti, è una specialità che permette al ragazzo, che pratica questo sport, di poter stare in contatto con la natura, nel suo massimo rispetto.

Dovendo apprendere come guidare la moto restando in piedi su di essa, il Trialista imparerà molto presto a coordinare la sua azione, così come a controllare al meglio i suoi movimenti. Ciò comporta, quindi, il dover essere più razionale possibile, se vorrà superare indenne l’ostacolo: un esercizio di grande importanza, per un ragazzo il cui carattere si sta formando.

Inoltre, il trial aiuta già da piccoli ad avere coordinazione nei movimenti poiché esso richiede la capacità di mettere insieme più azioni differenti contemporaneamente. Il movimento fatto per dare gas, avviene mentre si pensa alla coordinazione con il corpo ed il gas stesso. Così come ci si deve spostare continuamente indietro e avanti sulla moto a seconda dell’ostacolo da affrontare e la coordinazione nel frenare. Questo fondere assieme ed eseguire tante azioni nello stesso momento, attiva un meccanismo che migliora anche i riflessi e la capacità di pensiero dei bambini già da piccoli.

Uno sport che insegna la vita

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Imparare a superare gli ostacoli nello sport come nella vita (foto by Trial Accademy Center)

Non c’è ragazzo, o addirittura bambino, che non resti affascinato dalla vista di una motocicletta. Se il ragazzo o il bambino, si sentono attratti dalla moto, ecco che indirizzandoli verso lo sport del trial si otterranno molti vantaggi.

In primo luogo, le moto da Trial non sono veloci, perché è uno sport in cui la velocità non conta. Questa situazione riduce a zero la pericolosità potenziale del mezzo. Il Trial poi si pratica, su fuoristrada o comunque su ostacoli e in aree non aperte alla pubblica circolazione. Ciò annulla ulteriormente il pericolo di incidenti con le auto o altri mezzi.

Inoltre, visto che questa specialità motociclistica prevede, in sostanza, il superamento degli ostacoli da parte di un uomo dotato di mezzo meccanico e con l’ausilio di una particolare tecnica di guida, ne deriva che il ragazzo si trova nella maggior parte dei casi ad essere “costretto” a:

  • analizzare la tipologia e la difficoltà dell’ostacolo;
  • valutare e scegliere la tecnica con cui affrontarlo, la traiettoria più facile per percorrerlo, ecc.

Il dover affrontare, analizzare e superare degli ostacoli, agevola tale capacità anche nella vita, poiché come nel trial si trova, sempre, un modo per poterlo oltrepassare senza aver problemi.

(Grazie per le informazioni riguardo al trial a Davide Zaccagnini – Insegnante e fondatore della Trial Academy School ed a Simone Romitelli -Insegnante presso la Trial Academy School)

Pagina Facebook ed Instagram: Trial Academy Centre

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