Cosa rappresenta il gioco simbolico?

Cosa si intende quando si parla di gioco simbolico? Qual è lo scopo di questa attività?

Il gioco simbolico è il saper rappresentare un qualcosa che al momento non è presente o percepibile dal bambino. Ma che cosa significa realmente?

Cos’è il gioco simbolico?

gioco simbolico
Gioco simbolico (http://www.borgione.it)

Il gioco, in generale, è un’attività attraverso la quale, l’essere umano, come l’animale, affina le proprie capacita. Il bambino, infatti, giocando stimola le proprie competenze motorie, percettive e sociali. Ovviamente il tutto senza tralasciare dell’immaginazione. In questo contesto va inserito un tipo di attività più specifica: il gioco simbolico. Come detto, questo modo di giocare, si presenta come un’attività, quasi teatrale. Attraverso di esso il bambino può rappresentare cose o situazioni lontane dal contesto presente in cui il svolge l’attività.

Per fare un esempio: i bambini, spesso durante i momenti di gioco libero, utilizzano determinati accessori. Anche se per noi determinati accostamenti non hanno senso, il bambino li utilizza per rappresentare momenti della loro vita quotidiana a casa. Sono riproduzioni di attimi in cui la mamma prepara la cena o si prende cura della casa o di momenti in cui rappresentano, nel loro immaginario, la giornata tipo dei loro genitori (lavoro, fare la spesa). Si tratta quindi di contesti e situazioni che si sviluppano nella loro immaginazione e che non per forza di cose hanno vissuto direttamente.

Le funzioni del gioco simbolico

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Funzione del gioco simbolico (https://blog.pianetamamma.it)

Secondo Freud il gioco simbolico ha un ruolo ben definito all’interno dello sviluppo e svolgimento di alcune funzioni psicoterapeutiche. Questo aiuta il bambino (e conseguentemente l’adulto una volta cresciuto) ad assicurarsi il corretto equilibrio emotivo, proprio come il sogno. Dette funzioni psicoterapeutiche sono, nello specifico 3:

  1. Identificatoria, preparazione al ruolo dell’adulto: questa funzione, messa in pratica attraverso la finzione, prepara il bambino ad avvicinasri, e poi assumere, un’identità che col crescere lo farà riconoscere come adulto. Nella praticità del gioco, la funzione identificatoria può essere messa in atto attraverso delle azioni specifiche come ad esempio indossare abiti o accessori che solitamente usano i genitori (le scarpe o gli abiti di mamma o papà)
  2. Riparatoria e anticipata: il bambino talvolta esorcizza le proprie paure attraverso il gioco (il dottore che cura, ma fa anche le punture), questa funzione aiuta il piccolo a prepararsi ad affrontare situazioni che possono alzare il suo livello di ansia
  3. Compensatoria: questa funzione è, rispetto alle altre, quella più delicata. Infatti la funzione compensatoria richiama una serie di atteggiamenti che il bambino mette in atto per andate, appunto a compensare, una mancanza. Ad esempio un bambino lasciato all’asilo, per tranquillizzarsi gioca con gli sportelli del mobile: ogni volta che apre l’anta appare una bambola e ogni volta che l’anta viene richiusa. Questo atteggiamento permette al piccolo di abbandonare simbolicamente l’angoscia per la mancanza del genitore.
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